Sessualità nella terza età

Credenze sulla sessualità nella terza età

Parlare di sessualità nella terza età può rappresentare un tabù in quanto tendenzialmente l’anziano viene immaginato come ormai asessuato o comunque privo di impulsi e desideri sessuali. In realtà quest’idea si fonda su pregiudizi e falsi miti a cui spesso l’anziano stesso si trova ad aderire. Queste credenze influenzano negativamente la vita sessuale delle persone anziane, creando problemi di mancanza di desiderio, eiaculazione precoce ed impotenza, più mentale che fisica.

Sessualità e cambiamenti fisici e psicologici

Durante la vecchiaia il corpo subisce una grande quantità di modificazioni che coinvolgono un cambiamento nelle proporzioni, nell’elasticità della pelle e nella tonicità muscolare a cui si aggiunge una diminuzione delle capacità sensoriali.

Queste portano a percepirsi in modo diverso anche nel rapporto con gli altri, a sentirsi meno sicuri, meno desiderabili con il risultato di accantonare, in questa fase della vita, la propria sessualità.

I cambiamenti psicologici inoltre influiscono sulle convinzioni che la persona anziana ha rispetto a sé e portano a giudicarsi in modo negativo a causa, ad esempio, della paura di invecchiare, di perdere la memoria, di non essere più attraenti, di perdere la capacità erettile.

Influenza della società

La società stessa in cui la persona anziana vive influenza il suo modo di vivere la sessualità. Il contesto relazionale può infatti passare il messaggio per cui la sessualità non dovrebbe avere importanza nella vecchiaia e che l’interesse per il sesso nell’anziano sia una cosa anormale. C’è spesso la convinzione che in età avanzata gli individui non provino desiderio sessuale o che non siano sessualmente capaci. I pregiudizi di una società che demonizza la vecchiaia e la morte finiscono con l’influenzare negativamente la vita sessuale delle persone anziane che si ritrovano ad accettare passivamente una visione riduttiva della propria sessualità, spesso colpevolizzandosi per i loro desideri sessuali.

Verso una ridefinizione della sessualità

La sessualità negli anziani dovrebbe essere considerata una componente importante della loro vita. Le persone anziane infatti non solo dichiarano di voler mantenere una vita sessuale attiva ma dimostrano di essere anche molto interessate ai sentimenti e alle passioni. La sessualità infatti non scompare con l’età ma col tempo si modifica, muta e assume nuove forme e significati. La vita sessuale in età avanzata dipende molto da quella che si è vissuta nel corso della propria esistenza ed è modulata sulle risorse individuali, relazionali, psicologiche e sociali del singolo.

Mantenere ed alimentare falsi stereotipi sulla sessualità nella terza età risulta assai dannoso in quanto interferisce con la salute ed il benessere di milioni di anziani. È importante, al contrario, supportarli anche in quest’ambito non facendoli sentire sbagliati e prestando la giusta attenzione alla relazione sentimentale e alle esperienze affettive che gli anziani vivono. La maggior parte di essi affronta infatti la sessualità nascondendo eventuali problemi sessuali o provandone vergogna.

In conclusione, quindi, se la persona si mantiene attiva, cura la sua salute ed evita malattie invalidanti, può avere una vita sessuale indipendentemente dall’età.

A cura di Adriano Legacci e Anna Galtarossa

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